Iperfrattali

Applicare la formula:

ai quaternioni apre un mare di nuove possibilità. Se prima i numeri complessi avevano due parametri, la parte reale e la parte immaginaria, ora i quaternioni ne hanno ben quattro:

q = a + ib + jc + kd

I numeri complessi potevano essere disegnati su di un piano, un ente bidimensionale. Ma per i quaternioni non basta: ci vorrebbe un'entità a quattro dimensioni. Ma non esiste, su questa terra. Quindi ci accontenteremo di vedere delle "fette" bidimensionali di frattali quadridimensionali. Come si fa ad avere una "fetta" bidimensionale? Nulla di difficile: se i quaternioni hanno quattro parametri, se ne fissano due arbitrariamente e ne restano due variabili: così la figura è piana.

Il salto che stiamo facendo, passando dai frattali dei numeri complessi agli "iperfrattali" è paragonabile a quello di una persona che, abituata a viaggiare sulla superficie della terra, d'un tratto ha la possibilità di viaggiare nello spazio e nel tempo.

Mi sembra giusto far notare che, come i numeri complessi sono un sottoinsieme dei quaternioni, così i frattali che abbiamo visto prima sono un sottoinsieme degli iperfrattali, quando c = a + ib e basta, e quando si guardano "fette" dello spazio quadridimensionale lasciando variabili la parte reale e la parte immaginaria associata ad i.
Essenzialmente dunque ci si aprono due tipi di nuove prospettive:
- possiamo scegliere valori di c ipercomplessi, con più parti immaginarie;
- possiamo prendere "fette" di spazio in cui siano variabili non la parte reale e la parte immaginaria associata ad i, ma gli altri parametri.

Cominciamo ad esplorare la seconda possibilità. Prendiamo un frattale come quelli di prima, c = 0,3742 + 0,3742i. E' uno dei cosiddetti "insiemi di Julia", anche abbastanza bello:

merita un ingrandimento, anche perché qui si vede davvero bene il concetto dell'autosomiglianza: ci sono delle spirali che, ingrandite, si rivelano formate da altre spirali che a loro volta...

Bene. Le immagini sopra erano sul consueto piano di Argand-Gauss, quello delle unità reali (d'ora in poi le chiamerò u per brevità) e delle i, il piano "ui". Questo equivale a dire che abbiamo tagliato una fetta in cui i numeri che moltiplicano la j e la k del quaternione sono zero.

Ora invece tagliamo una "fetta" nel piano "uj". Guardate un po':

L'impressione è quella di avere strutture simili a quelle del frattale nel piano "ui", ma qui, nel piano "uj", sembrano in qualche modo deformate. Zoomiamo nella zona centrale.

Adesso proviamo invece ad usare un valore di c ipercomplesso, per esempio: c = 0,39i + 0,39j + 0,39k. Ecco il risultato:

Come prima, le strutture sembrano più o meno le stesse, ma deformate. Ingrandiamo una di quelle spirali:

In ultimo, vi propongo un c = 0,27334 + 0,00742j:

una forma molto particolare, la ingrandiamo nei pressi della "caverna" centrale:

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