L'idromele
Che cos'è l'idromele?
Tanto per chiarire, non è fatto con le mele come il nome sembrerebbe suggerire, ma con il miele. La bevanda fatta con le mele si chiama sidro, e sidro è in generale ogni bevanda ottenuta dalla fermentazione di qualche frutto (come i sidri alla pera o fragola di produzione scandinava).
L'idromele è la bevanda dei Celti, il popolo variegato che viveva in gran parte dell'Europa prima dell'arrivo dei Romani, dall'attuale Lombardia fino all'Irlanda passando per la Francia. I Galli, Asterix e Obelix insomma.
Volete assaggiare l'idromele?
I casi sono due:
1) ve lo fate a casa vostra!
2) lo comprate.
Tralasciamo per un attimo il caso 1 di cui si parlerà più avanti. Comprare idromele? Dove? Nei negozi non si trova, quantomeno in Italia, che io sappia. Eppure potreste avere la possibilità di comprarne una bottiglia alle cosiddette "fiere celtiche", come il capodanno celtico di Milano o Celtica in Val Veny (Aosta).
L'idromele e la celticità
«Ma
va vissuta come un'esperienza mistica. La musica proposta ha radici nella prima
cultura che si sviluppò nella parte di Europa in cui viviamo, la Gallia Cisalpina.
Vogliamo arrivare a diretto contatto con essa annullando i filtri di uomo occidentale
moderno che permeano la nostra mente, così da poter raggiungere la nostra più
profonda ed atavica essenza, quella che vive ancora nei piatti che mangiamo,
nel nostro accento, nella nebbia che portiamo sempre nel cuore. Potremo cioè
dire con fierezza e consapevolezza, senza vergognarcene: "Siamo Celti".»
L'idromele è la bevanda cardine della Celticità, novello fenomeno di costume che riunisce sotto un denominatore comune cose che non c'entrano una cippa, come la musica irlandese, la musica galiziana, dei tizi che cantano in milanese, il vestirsi da medioevali, il fare falò in alta montagna, l'idromele e a volte anche il vetro di Murano. Comunque lungi da me denigrare il fenomeno, che se viene visto come lo vedo io e cioè come una grossa carnevalata occasione di svago e fancazzismo, è comunque una cosa piacevole. Ma per favore l'inno delle nazioni celtiche non lo canto a squarciagola perché non mi significa niente... piuttosto canto "O mia bela Madunina" o l'inno alla gioia.
A scanso di equivoci, parlo di cose che ho vissuto in prima persona, anche divertendomi.
Come farsi l'idromele in casa
L'idromele è molto facile da fare in casa, molto più facile della birra ma richiede anche molta più pazienza. Avrete bisogno di:
- 1 o 2 kg di miele (meglio se "grezzo", cioè con ancora dentro la cera)
- una damigianetta da 5 l (quelle del vino)
- una bustina di lievito
Per quanto riguarda il miele, è consigliabile l'uso di mieli millefiori o comunque "neutri", come l'acacia o il girasole. L'uso di mieli fortemente caratterizzati, tipo il castagno, può dare origine a bevande con un forte aroma (che non è detto sia male, l'importante è saperlo).
Quanto al lievito, l'ideale dovrebbe essere un lievito da vino. Comunque anche il buon vecchio SafAle non è del tutto male, e degli amici conosciuti a Celtica mi hanno detto di avere avuto buoni risultati anche con del lievito da panificazione (occhio che sia "lievito di birra" e non bicarbonato o "lievito chimico"!).
La procedura è più o meno la seguente:
1)
Fate bollire poca acqua (1 o 2 litri) e scioglietevi dentro il miele.
2) Portate il composto miele + acqua a ebollizione per un istante e poi toglietelo dal fuoco subito.
3) Dopo aver raffreddato, versate nella damigianetta (che avrete precedentemente pulito bene e sterilizzato con acqua bollente o quant'altro) e aggiungete acqua fino ad arrivare a 4 litri e mezzo circa.
4) Quando il liquido è freddo (20° circa), versate dentro il lievito e scuotete un po' per mescolare.
5) Chiudete (o meglio, socchiudete) la damigiana con della stagnola; la chiusura non deve essere ermetica, e ha come unico scopo quello di evitare che entrino cose dentro la damigianetta. NON chiudete con il tappo o altre chiusure ermetiche! La fermentazione causa produzione di CO2 e se la chiusura è ermetica la pressione cresce e BOOM!!! Se avete un gorgogliatore potete usare quello. Io sono riuscito ad adattare quello di Mr Malt al collo della damigianetta tramite una guarnizione di una bottiglia di Fischer (ma chi è McGyver al mio confronto?).
6) La fermentazione dovrebbe cominciare entro un giorno, vedrete le bollicine di gas salire. Dovrete avere molta pazienza e badare di tenere la damigianetta alla temperatura di fermentazione del lievito usato (se non sapete quale sia, 20°C dovrebbero andare; comunque non meno di 18 e non più di 24). Dopo 40 giorni circa (ma se volete stare tranquilli, date retta a me aspettate anche 2 mesi o 3) potrete notare una diminuzione di attività e il lievito si depositerà sul fondo, lasciando il liquido limpido.
7) SE e solo SE avete le cose di cui sopra (liquido limpido, deposito sul fondo, non più bollicine) dopo una decina di giorni potete imbottigliare (facendo attenzione a lasciare il lievito per quanto possibile nella damigiana). Le bottiglie potete portarle al fresco in cantina.
8) Ricordatevi che l'idromele è una brutta bestia, la sua fermentazione non finisce mai! Se volete evitare improvvise e spiacevoli esplosioni, conviene poi monitorare lo stato delle bottiglie "sfiatandole" di tanto in tanto. Diciamo che dopo un anno dall'imbottigliamento potete anche stare tranquilli.
9) UN ANNO??? "Ma io me lo volevo bere subito!!" No, non ne vale proprio la pena. Senza ALMENO sei mesi di invecchiamento... fa PROPRIO SCHIFO! Ma conviene aspettare almeno un anno prima di berlo.
La gradazione alcolica del risultato dovrebbe più o meno essere quella che potete leggere dalla tabella (empiricissima e imprecisissima!):
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Volume (litri)
|
||||
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4
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4,5
|
5
|
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Miele (kg)
|
1
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9,5%
|
8,5%
|
7,5 %
|
|
1,5
|
13%
|
12%
|
11%
|
|
|
2
|
NO!!
|
NO!!
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14%
|
|
Se avete intenzione di andare oltre il 10%, fate attenzione che il lievito che userete sia in grado di tollerare l'alta concentrazione di alcol. I lieviti da vino non dovrebbero avere problemi, mentre quelli di birra potrebbero non farcela col risultato di prolungare praticamente all'infinito la fermentazione.
DISCLAIMER!: io non sono proprio la persona più adatta per insegnarvi a fare l'idromele: quanto scritto sopra è solo per dare un'idea della procedura. Se volete veramente cimentarvi nella produzione, vi consiglio di documentarvi ulteriormente in rete, ad esempio cominciando con il bel sito di Davide Bertinotti che è molto più bravo di me.
L'idromele è tradizionalmente una bevanda ferma (senza le "bollicine").
Alcuni sostengono che sia molto buono anche l'idromele aromatizzato. Per ottenerlo basta inserire nella bottiglia la "spezia" desiderata. Alcune scelte tipiche sono la liquirizia, il ginepro o la camomilla; il risultato non è affatto male e magari può esser consumato anche prima dell'anno di attesa. Onde evitare che l'idromele diventi aceto, io darei una bollitina veloce a tutto quello che volete aggiungere nella bottiglia.
Ma di che ne sa? E' buono?
Male non è, in fin dei conti; può essere una buona bevanda per il dopocena, ha un aroma molto particolare di cera che si intensifica con l'invecchiamento. Può essere più o meno dolce a seconda dell'età, del tipo di lievito e di tanti altri fattori pressoché incontrollabili (non ultime le fasi lunari!). Se valga la pena farselo o cercarlo in giro, a voi la scelta...